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Le amministrative confermano che il Pd
è la forza di cambiamento del Paese
di Anna Finocchiaro
Il voto del primo turno delle amministrative del 6 e 7 maggio disegna un quadro chiaro in un Paese in gran cambiamento. Il dato più evidente riguarda la sconfitta del partito di Berlusconi e Alfano, il crollo della Lega, il successo di Grillo e del suo movimento. Il Pd si conferma il primo partito del Paese, il perno di una futura alleanza di centrosinistra per il governo del Paese. I risultati ci spingono in due direzioni: cominciare subito a costruire un arco di alleanze solide, dal Terzo Polo a Sel; pensare a una nuova legge elettorale che cancelli il "Porcellum" e aiuti la governabilità, evitando gli effetti visti in Grecia. Per quello che riguarda Grillo e il suo movimento avverto una sensazione di timore nei loro confronti. Ma io non sono spaventata. Si misureranno con il governo dei Comuni, con il ruolo di opposizione, con le istituzioni. E siccome è la democrazia che ha consegnato questo risultato, bisogna guardarlo con rispetto. Credo che i partiti tradizionali devono saper dimostrare di fare i conti con una protesta che nasce dai cattivi comportamenti e dagli sprechi della politica sui quali dobbiamo assolutamente intervenire.
Forse non tutti pensano
che il Porcellum vada archiviato
di Anna Finocchiaro e Luigi Zanda
L'incontro con il Pdl sulla legge elettorale è stato un primo passo importante, ma la nostra impressione, anche alla luce della "non decisione" nella conferenza dei capigruppo in Senato, è che non ci sia ancora consapevolezza, tra le forze politiche, di quella che secondo il Pd è la vera priorità, cioè il cambiamento della legge elettorale.
Certo, è molto importante affrontare anche il tema delle riforme costituzionali e sarebbe un bene se si riuscisse subito, per esempio, a ridurre il numero dei parlamentari. Ma la priorità è e resta la riforma del "Porcellum". La politica non può permettersi di riportare gli italiani alle urne con questo sistema dopo averlo tanto criticato. I punti deboli sono due: bisogna restituire ai cittadini il potere di eleggere i propri parlamentari, come indica anche il Capo dello Stato. E bisogna intervenire sull`abnorme premio di maggioranza, che costringe ad ampie coalizioni forzate non garantendo in questo modo la stabilità.
Noi, come Pd, abbiamo una nostra proposta fortemente maggioritaria basata sui collegi uninominali. Naturalmente siamo disponibili a trovare un accordo con tutte le forze politiche. Ciò che è fondamentale è che i cittadini abbiano una nuova legge. E' un dovere anche rispetto a quel milione e duecentomila persone che hanno firmato il referendum.
L'incontro con il Pdl sulla legge elettorale è stato un primo passo importante, ma la nostra impressione, anche alla luce della "non decisione" nella conferenza dei capigruppo in Senato, è che non ci sia ancora consapevolezza, tra le forze politiche, di quella che secondo il Pd è la vera priorità, cioè il cambiamento della legge elettorale. Certo, è molto importante affrontare anche il tema delle riforme costituzionali e sarebbe un bene se si riuscisse subito, per esempio, a ridurre il numero dei parlamentari. Ma la priorità è e resta la riforma del "Porcellum". La politica non può permettersi di riportare gli italiani alle urne con questo sistema dopo averlo tanto criticato. I punti deboli sono due: bisogna restituire ai cittadini il potere di eleggere i propri parlamentari, come indica anche il Capo dello Stato. E bisogna intervenire sull`abnorme premio di maggioranza, che costringe ad ampie coalizioni forzate non garantendo in questo modo la stabilità. Noi, come Pd, abbiamo una nostra proposta fortemente maggioritaria basata sui collegi uninominali. Naturalmente siamo disponibili a trovare un accordo con tutte le forze politiche. Ciò che è fondamentale è che i cittadini abbiano una nuova legge. E' un dovere anche rispetto a quel milione e duecentomila persone che hanno firmato il referendum. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Maggio 2012 09:20 |




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