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28 | 01 | 2012
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Il Bilancio sociale
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partito democratico PDF Stampa E-mail
“PD Protagonista delle riforme

Ricordare sempre.....

memoria

Con il Consiglio dei Ministri di oggi il pacchetto delle misure per la crescita si arricchisce del capitolo sulle semplificazioni. Leggeremo il provvedimento con la stessa attenzione con cui stiamo iniziando l'esame del Dl sulle liberalizzazioni. Non si può che condividere l'obiettivo di velocizzare le decisioni, di diminuire gli oneri burocratici per rendere più efficiente e moderno il sistema dei servizi pubblici e privati rivolti ai cittadini e alle imprese. Anche questo e' un tassello importante di quelle riforme, molte "a costo zero", di cui il Paese ha bisogno per aumentare la competitività. Poiché annunci su questo terreno ne abbiamo sentiti in questi anni a centinaia, sarà bene guardare i dettagli e misurare gli effetti concreti di queste misure. Come e' stato con il "Milleproroghe", nel quale abbiamo potuto inserire alcune norme che attenuano gli effetti più iniqui della riforma delle pensioni per i lavoratori precoci e per i cosiddetti "esodati",anche per questo decreto il Pd non farà mancare il suo apporto.
In Europa lo sforzo dell'Italia per il risanamento e per la crescita sta dando dei risultati. I nostri partner hanno capito che facciamo sul serio e anche i mercati cominciano a dare segnali positivi


                                     L'agenda di Bersani per le riforme

Abbiamo davanti un anno arduo e non semplice da interpretare. Vale forse la pena di "progettarlo" un po', togliendo di mezzo un eccesso di fatalismo. Vorrei cominciare con qualche prima idea. 

 

1. La scena si apre sull'Europa. Fino ad ora le decisioni sono state deboli. L'agenda da qui a marzo di per sé non rassicura. Nelle opinioni pubbliche è ancora dura come il marmo quell'ideologia difensiva e di ripiegamento che le destre europee hanno coltivato, ricavandone inutili vittorie, e che i progressisti non hanno potuto o saputo contrastare, ricavandone larghe e dolorose sconfitte. 


Inutile illudersi. O si mette in comune rapidamente e seriamente la difesa dell'Euro (vincoli di disciplina, strumenti efficaci e condivisi contro la speculazione e per la crescita, politiche macroeconomiche coordinate) o sarà il disastro. Se davvero l'Italia è troppo grande sia per fallire che per essere salvata, allora è troppo grande anche per stare zitta.

È tempo che ciascuno di noi faccia la sua parte in Europa; il Partito Democratico sta lavorando per la piattaforma comune dei progressisti europei. Ma è tempo anche di fare qualcosa assieme, qui in Italia. Governo e forze politiche possono determinare una posizione nazionale. Il Parlamento (che non esiste solo in Germania!) può articolarla e assumerla. Il nostro Presidente del Consiglio può interpretarla e gestirla al meglio. Le idee ci sono e vedo su di esse la possibilità di una larga convergenza.

Il biglietto da visita delle nostre idee in Europa potrebbe essere così concepito: noi continueremo le nostre riforme e ci riserviamo ogni ulteriore iniziativa per rafforzare la nostra credibilità. Ma non faremo più manovre. A chi raggiunge il 5% di avanzo primario che cosa altro si può chiedere? Nel caso, nessuno pensi di trattarci come la Grecia. Come si diceva, siamo troppo grandi e quindi parecchio ingombranti. Se ne tenga conto.

2. Torniamo qui ai nostri compiti. Salvare l'Italia significa, al concreto, contrastare la recessione, produrre crescita e occupazione, dare una prospettiva alla nuova generazione. Salvare l'Italia è possibile solo se cambiamento e coesione si danno la mano. Se coesione e cambiamento diventassero un ossimoro, non ci sarebbe speranza.

L'azione di governo deve dunque possedere un metodo fondamentale e un fondamentale messaggio. Quanto al metodo, emergenza e transizione pretendono una forma particolare di dialogo sociale tale da sollecitare partecipazione e corresponsabilità, salvaguardando comunque la decisione tempestiva. Si può fare e, a parer mio, si deve fare.

Ma voglio sottolineare in particolare il metodo politico. Il Governo troverà la sua forza in un rapporto stabile, permanente e ordinato con i Gruppi Parlamentari; un rapporto da allestire anche nella fase ascendente delle decisioni. Si parli di mercato del lavoro, o di liberalizzazioni, o di politica industriale, di pubblica amministrazione, di immigrazione, di Rai e di cento altri temi, esistono in Parlamento, da ogni lato, idee inevase da anni e non necessariamente divisive.

Dica il Governo il suo piano di lavoro, raccolga dal Parlamento orientamenti e idee e avanzi quindi le sue decisioni e le sue proposte. Noi non pretendiamo il cento per cento di quel che faremmo, e così sarà per gli altri. Ma la trasparenza e la chiarezza servono a tutti. Quanto al messaggio fondamentale, se nell'emergenza è in gioco il comune destino del Paese, si deve innanzitutto promuovere un'idea di comunità degli italiani. Ci si ricordi allora che la solidarietà è la materia prima di una comunità, è ciò che la distingue da una accozzaglia anarchica di interessi.

Se vogliamo farcela, tutti assieme, i riflettori vanno dunque puntati su chi è più in difficoltà. Bisogna predisporre l'aiuto a chi sta vivendo e vivrà le condizioni più difficili, come l'assenza di lavoro, l'insufficienza di reddito o una disabilità abbandonata. Su questo, non ci siamo ancora. Occorre fare di più, cominciando col cancellare qualche inutile asprezza di alcune misure già adottate che suscitano un giusto risentimento.

3. La grande parte delle forze politiche e parlamentari si dichiarano interessate e disponibili ad una iniziativa di riforma delle Istituzioni e della politica. Il Presidente della Repubblica la sollecita autorevolmente. È evidente che un simile percorso significherebbe stabilità per il Governo e maggiore credibilità della politica e delle Istituzioni nella prospettiva della nuova legislatura.

Sto parlando della già avviata adozione di parametri europei nei costi della politica, di riduzione del numero dei Parlamentari, di riforma del bicameralismo, di radicale aggiornamento dei regolamenti parlamentari e, alla luce delle prossime decisioni della Corte, di riforma elettorale. Su tutto questo esistono proposte e appaiono possibili convergenze significative.

Si intende fare sul serio? Intendiamo davvero passare dalle parole ai fatti? Questo pronunciamento tocca innanzitutto ai segretari dei partiti, ovviamente non solo a quelli che hanno votato la fiducia al Governo, ma a partire da loro. C'è poco tempo ed è quindi ora di prendersi impegni pubblici, espliciti e dirimenti.

I tre punti che ho segnalato dovrebbero essere, a parer mio, l'agenda di gennaio. Infine una parola per chi, nel gioco ormai stucchevole fra tecnica e politica, si predispone a promuovere, chissà in quali forme nuove, l'edizione 2012 dell'antipolitica. L'Italia ha già dato.

Per quello che ci riguarda il Partito Democratico ha compiuto un gesto propriamente politico, trasparente e generoso, nel sostenere questa transizione e si predispone ad offrire agli elettori, quando sarà il momento, una proposta riformista e democratica di ricostruzione, alternativa al decennio populista.

Siamo pronti a riconoscere in termini nuovi i codici e i limiti della politica. Anche in questo difficile passaggio, tuttavia, siamo convinti di poterne rafforzare la dignità e l'indispensabile ruolo.

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Ultimo aggiornamento Sabato 28 Gennaio 2012 11:18
 
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Notizie Flash
gruppo facebook Partito Democratico- sede di Bitetto

Un vergognoso gesto  !!!!

 Piu di 1000 opuscoli del Bilancio Sociale tenuti nascosti nelle stanze del Comune.

L'attuale Amministrazione Occhiogrosso, sta boicottando la diffusione del Bilancio Sociale della precedente Amministrazione Iacovelli.

Questo con l'unico obiettivo di dire che cio che si e' fatto o si farà attraverso le opere già finanziate e' solo merito loro.

Siamo sicuri che l'opuscolo del Bilancio Sociale, non verra' distribuito.

Ma voi potete scaricarlo da qui,e leggervi cio' che l'Amministrazione uscente ha realizzato per la città di Bitetto.

Questo solo per dovere di verità. Scarica l'opuscolo

 


 

IL PARTITO DEMOCRATICO DI BITETTO E' PRESENTE ANCHE SU FACEBOOK, ATTRAVERSO IL GRUPPO " PD PARTITO DEMOCRATICO-CIRCOLO DI BITETTO".

VENITECI A VISITARE PER APRIRE ULTERIORI DIBATTITI E DISCUSSIONI INERENTI ALLE DIVERSE PROBLEMATICHE CHE AFFLIGGONO IL NOSTRO PAESE.

IL GRUPPO E' APERTO A TUTTI COLORO CHE SI RICONOSCONO NELLE NOSTRE IDEE E NEL NOSTRO ENTUSIASMO DI FARE POLITICA PER MIGLIORARE LA SOCIETA' E NON PER FINI PERSONALI.

L'APPELLO ACCORATO E' A TUTTI I GIOVANI VOLENTEROSI E PENSANTI,PERCHE' NON ABBIANO PAURA DI AVVICINARSI ALLA POLITICA INTESA COME FARE COMUNE E PER IL BENE DI TUTTI, PERCHE' NON SIANO INTIMORITI DALL'ESPORSI O DA LOGICHE SERVILISTICHE, PERCHE' PER CAMBIARE LO STATO DELLE COSE NON DOBBIAMO ASPETTARE CHE LO FACCIANO GLI ALTRI, MA NOI INSIEME AGLI ALTRI.

VI ASPETTIAMO!

 
TESSERAMENTO PD 2011
Cari amici, il partito democratico di Bitetto ha aperto il tesseramento 2011! Tutti coloro che vogliono aderire al nostro progetto politico possono farlo recandosi presso la nostra sede in piazza Aldo Moro, 2 tutte le sere a partire dalle ore 19.
 
COORDINAMENTO PD

Il coordinamento del Pd di Bitetto si riunisce ogni giovedi alle ore 19.30

 


 
rassegna
Andiamo a votare: è un dovere
E’ giunta l’ora di fare sentire
la nostra voce,
la voce degli italiani onesti
e di chi vuole esercitare il
proprio diritto di scelta
attraverso il proprio voto.
Non votare significa delegare
ad altri le decisioni sul destino
comune;
proprio per questo intendiamo
lanciare un appello a chi in
varie occasioni ha scelto
l’astensionismo alle urne e a
tutti gli italiani che hanno
annullato le schede alle scorse
elezioni politiche. Non lasciamo
che siano gli altri a decidere
il nostro futuro, l’astensione
al voto è una resa di fronte
alla dittatura che certi e noti
personaggi della scena politica
italiana vorrebbero restaurare.

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